È la prima mostra parigina dell'artista ghanese Ibrahim Mahama, presentata alla Fondation Cartier. Riunisce installazioni, fotografie, tessuti, archivi ed elementi architettonici. Il percorso esplora la memoria, le trasformazioni sociali ed economiche e le utopie politiche dell'epoca delle indipendenze africane, negli anni Cinquanta e Sessanta, con particolare riferimento al Ghana.
Mostra di Ibrahim Mahama "Il tempo del raccolto" a Parigi
Fondation Cartier, Palais-Royal · Fino al 28 febbraio 2027 · Biglietto open salta fila, valido nel giorno che preferisciLa prima mostra parigina di Ibrahim Mahama, in tutto l'edificio della Fondation Cartier. Scopri di più
Per la sua prima mostra a Parigi, l'artista ghanese Ibrahim Mahama occupa l'intero nuovo edificio della Fondation Cartier, in place du Palais-Royal. Noto per le sue installazioni monumentali realizzate con materiali di recupero e sacchi di juta, rilegge le utopie politiche e sociali delle indipendenze africane degli anni Cinquanta e Sessanta. Al centro del percorso si trovano Parliament of Ghosts, un parlamento di sgabelli ashanti su cui ci si può sedere, e Things Fall Apart, un'ex fabbrica ghanese di bottiglie ricostruita con i suoi materiali originali. Lo accompagnano nove artisti e collettivi, tra cui il fotografo James Barnor.
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Cosa aspettarsi
Dal 22 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, Parigi ospita una grande mostra dedicata a Ibrahim Mahama, artista ghanese celebre per le sue opere monumentali e per il suo modo singolare di far dialogare arte, storia e memoria. Intitolata "Il tempo del raccolto" (Le Temps des récoltes), è la sua prima mostra a Parigi. Propone un'esperienza artistica ricca, costruita attorno a installazioni, fotografie, tessuti, archivi ed elementi architettonici, e invita a scoprire uno sguardo diverso sulla storia africana.
Un incontro con l'universo di Ibrahim Mahama
Nato nel 1987 a Tamale, in Ghana, Ibrahim Mahama sviluppa una pratica fortemente legata alle tracce del passato. Lavora con materiali di recupero, come i suoi celebri sacchi di juta, oggetti che hanno avuto una vita industriale, frammenti architettonici e documenti d'archivio. Invece di considerarli semplici vestigia, l'artista conferisce loro una nuova funzione e li trasforma in supporti di riflessione sugli scambi economici, sulle infrastrutture e sull'eredità coloniale e postcoloniale del Ghana.
Con "Il tempo del raccolto", questo approccio assume una nuova dimensione: la mostra occupa l'intero edificio della Fondation Cartier, in place du Palais-Royal, e rilegge le utopie politiche e sociali dell'epoca delle indipendenze africane, negli anni Cinquanta e Sessanta. Un'installazione tessile riveste persino i portici della facciata, visibile dalla piazza.
Opere che raccontano la storia in modo diverso
Tra i progetti più sorprendenti figura "Parliament of Ghosts", un'assemblea parlamentare composta da tradizionali sgabelli ashanti in legno. L'opera fa riferimento al colpo di Stato del 1966 in Ghana, e il visitatore può prendervi posto. Per tutta la durata della mostra diventa anche un palcoscenico per performance, incontri, dibattiti, masterclass e proposte musicali, in collaborazione con scuole d'arte.
Altra opera importante, "Things Fall Apart" si ispira alla storia di un'ex fabbrica ghanese di bottiglie di vetro, aperta nel 1966. Ibrahim Mahama l'ha smontata e poi ricostruita con i suoi materiali originali. Il risultato illustra perfettamente il modo in cui l'artista trasforma le tracce materiali del passato in opera contemporanea.
Un dialogo tra più generazioni di artisti
La mostra dà ampio spazio anche a nove artisti e collettivi. Il pubblico scopre in particolare James Barnor, figura di spicco della fotografia ghanese nato nel 1929, con Polaroid realizzate insieme a Ibrahim Mahama a Tamale, stampe d'epoca e album. Le tele di juta di Dorothy Akpene Amenuke portano una dimensione tessile e artigianale al percorso, mentre Gideon Appah attinge agli archivi visivi ghanesi per creare composizioni che fondono memoria e immaginazione.
Il percorso coinvolge anche Zohra Opoku, nota per il suo lavoro sulla fotografia e sul tessile, e il Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC), le cui sculture in cacao affrontano i rapporti tra arte, lavoro ed economia. I contributi di Courage Dzidula Kpodo, Postbox Ghana, Tjaša Rener e Feda Wardak ampliano ulteriormente le prospettive offerte al pubblico.
Informazioni pratiche
- Indirizzo: Fondation Cartier pour l'art contemporain, 2 place du Palais-Royal, 75001 Parigi, di fronte al Louvre
- Come arrivare: metro linee 1 e 7 (Palais-Royal – Musée du Louvre)
- Date: dal 22 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027
- Orari: dal martedì al giovedì dalle 11 alle 19, il venerdì dalle 11 alle 22, il sabato e la domenica dalle 11 alle 19. Chiuso il lunedì
- Biglietto: biglietto open salta fila, valido nel giorno che preferisci fino al 28 febbraio 2027, senza data né fascia oraria da prenotare. E-ticket inviato subito, da mostrare sullo smartphone
- Durata: circa 1 ora e 30
- In loco: guardaroba, caffetteria e libreria, Wi-Fi gratuito
- Accessibilità: ascensori e piattaforme elevatrici per sedie a rotelle, sedie a rotelle in prestito secondo disponibilità
- Consiglio: l'apertura serale del venerdì, fino alle 22, permette di godersi la giornata e scoprire la mostra in serata
Nel pieno centro di Parigi, a due passi dal Louvre e dal giardino del Palais-Royal, "Il tempo del raccolto" si inserisce facilmente in una giornata di visite, un weekend a Parigi o un'uscita tra amici. Con il tuo biglietto open, nessuna data da fissare: vieni quando vuoi, fino al 28 febbraio 2027.
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